Il convegno internazionale dell’Accademia di San Luca rilegge Michelangelo architetto, a 550 anni dalla sua nascita
Il 28 e il 29 gennaio 2026, a 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti, l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma ha ospitato il convegno internazionale Michelangelo Buonarroti e l’architettura, promosso dalla ricerca PRIN MetaMic. Un’occasione di alto profilo scientifico per rileggere una parte fondamentale dell’opera del maestro, a lungo considerata secondaria rispetto alla scultura, ma oggi riconosciuta come autonoma, complessa e profondamente innovativa.
Per chi lavora quotidianamente con la pietra, l’architettura di Michelangelo appare come il naturale approdo di un sapere maturato nel confronto diretto con la materia. Prima ancora che architetto, Michelangelo è stato il maestro che ha saputo scolpire il marmo come nessun altro, comprendendone resistenze, tensioni interne, potenzialità plastiche. Quando si dedica all’architettura, questa conoscenza viene trasferita su una scala più ampia: muri, ordini, superfici e volumi vengono concepiti come corpi da modellare su grandissima scala.
La storiografia recente ha profondamente rinnovato lo sguardo sull’architettura michelangiolesca. Negli ultimi decenni, gli studi hanno superato letture riduttive, limitate agli effetti plastici o anatomici, per indagare in modo trasversale i significati simbolici, i processi ideativi attraverso disegni e modelli, le pratiche costruttive di cantiere, le soluzioni statico-strutturali e il rapporto tra edificio, funzione e contesto culturale. Ne emerge un Michelangelo architetto pienamente inserito nella cultura progettuale del Rinascimento, capace di confrontarsi con il classicismo, gli ordini antichi e le regole della rappresentazione, pur piegandoli a una visione personale e scultorea.
Il convegno, a cura di Federico Bellini e Emanuela Ferretti, a diciassette anni dall’ultimo grande appuntamento dedicato al tema riunisce alcuni tra i maggiori studiosi internazionali per fare il punto sugli studi attuali e aprire nuove linee di ricerca. In questo quadro si inserisce anche il progetto MetaMic, che mira alla ricostruzione digitale in 3D delle architetture non realizzate di Michelangelo: uno strumento che consente di esplorare forme, volumi e spazialità mai costruite, ma pensate con la stessa consapevolezza materica delle opere scolpite.




