Con Super Kello, Superflex e KWY.studio trasformano un blocco di marmo di recupero in una scultura pubblica pensata per il paesaggio, le persone e la vita marina
A Oulu, in Finlandia, arte pubblica, architettura e crisi climatica si incontrano in una scultura in marmo pensata per attraversare tempi diversi. Si intitola Super Kello il nuovo intervento realizzato dal collettivo artistico danese Superflex insieme agli architetti di KWY.studio, raccontato da Dezeen come una struttura destinata a essere vissuta oggi dai visitatori del porto e, in un futuro segnato dall’innalzamento del livello del mare, anche dalla fauna marina.
L’opera si trova presso il porto peschereccio di Kiviniemi, affacciato sulla Baia di Botnia, nella parte più settentrionale del Mar Baltico. È parte di Climate Clock, percorso di arte pubblica dedicato al cambiamento climatico e inserito nel programma di Oulu Capitale Europea della Cultura 2026. Le opere del progetto, disseminate nel paesaggio locale, sono state pensate per attivare una riflessione sul tempo ambientale, sulla trasformazione degli ecosistemi e sul rapporto tra attività umane e natura.
Super Kello appartiene alla serie dei cosiddetti “fish cubes”, sviluppata da Superflex e KWY.studio come ricerca sull’architettura interspecie. Il principio di partenza è materiale e progettuale insieme: utilizzare un singolo cubo di marmo di scarto e trasformarlo, attraverso un disegno parametrico e tagli a filo, in una struttura capace di aumentare al massimo la propria superficie. Le curve scavate nella pietra generano cavità, bordi e passaggi che rendono l’opera adatta a diventare, nel tempo, un possibile habitat o punto di aggregazione per organismi marini.
Il marmo impiegato è Rosa Aurora, proveniente dal Portogallo. La scelta non riguarda soltanto l’aspetto cromatico, anche se il suo tono rosato richiama la presenza dei coralli e immagina un paesaggio marino futuro in cui nuove specie potrebbero raggiungere latitudini oggi inusuali a causa del riscaldamento degli oceani. Il materiale lapideo assume così una doppia funzione: da un lato conserva la solidità e la permanenza proprie della pietra, dall’altro diventa supporto per un’idea di trasformazione ecologica, aperta a condizioni ambientali ancora imprevedibili.
Il progetto parte da una considerazione precisa sul rapporto tra costruzione umana e mondo marino. Nei paesaggi nordici, molte pietre sono state prelevate dal mare per costruire città, porti e infrastrutture, sottraendo superfici e rifugi agli habitat dei pesci. Super Kello ribalta questa prospettiva attraverso una forma di restituzione: la pietra, lavorata dall’architettura, torna a immaginare uno spazio abitabile anche per specie diverse dall’uomo.
Il tema dell’interspecies design è centrale nella ricerca di Superflex. La scultura non si limita a occupare un luogo pubblico, ma propone una diversa idea di committenza: progettare considerando anche le esigenze percettive, spaziali e ambientali di organismi non umani. Per questo il collettivo ha lavorato anche con il contributo dell’ecologo comportamentale Alex Jordan, coinvolto per approfondire il modo in cui i pesci percepiscono e abitano lo spazio.
Per il pubblico di oggi, Super Kello è una presenza scultorea collocata lungo il porto: un luogo di sosta, osservazione e rallentamento. Il termine “kello”, che in finlandese significa campana, richiama sia la forma dell’opera sia alcuni riferimenti iconografici del territorio circostante. Alla dimensione visiva si aggiunge un elemento sonoro e temporale: accanto alla scultura, l’Odissea di Omero viene trasmessa a un ritmo lentissimo, una parola all’ora per dieci anni, la durata del viaggio di ritorno di Ulisse. Il tempo della narrazione umana viene così dilatato fino ad avvicinarsi al tempo profondo del clima, della materia e degli ecosistemi.
Il contesto di Oulu rende questa riflessione particolarmente significativa. La città, tra le più settentrionali al mondo, vive forti trasformazioni stagionali: in inverno il porto può ghiacciare completamente, mentre in primavera il paesaggio si apre a una vegetazione intensa e rapida. In un’area subartica dove gli effetti del riscaldamento globale avanzano con particolare velocità, le opere di Climate Clock sono state pensate per resistere a condizioni ambientali estreme e mutevoli.
In questo scenario, il marmo di Super Kello diventa qualcosa di più di una materia scultorea. È una piattaforma di relazione tra presente e futuro, tra paesaggio urbano e ambiente marino, tra progetto umano e vita non umana. La pietra, proveniente da uno scarto e trasformata attraverso tecnologie di taglio contemporanee, assume un nuovo ruolo: costruire un’immagine concreta di adattamento, in cui l’architettura non è più pensata solo per chi la osserva oggi, ma anche per chi potrebbe abitarla domani.





