Secondo la norma ISO 14040:2006 la metodologia LCA è definita come una tecnica di gestione ambientale che consente di identificare e valutare i potenziali impatti ambientali di un prodotto, processo o servizio durante l’intero ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime fino alla gestione del fine vita. Il processo produttivo delle lastre in pietra si compone delle fasi di estrazione della pietra, taglio in lastre, e finitura superficiale. Questi ambiti costituiscono i cosiddetti “confini di sistema” che delimitano il processo produttivo analizzato nello studio LCA Life Cycle Assessment che PNA ha commissionato al Politecnico di Torino. Definire a priori i “confini di sistema” è una scelta decisiva e delicata perché indirizza tutta la raccolta dei dati necessari e previsti dalla metodologia internazionale.
Nello studio di PNA sono stati analizzati, lungo questi “confini di sistema”, 20 materiali, di cui 12 estratti in Italia e 8 all’estero; per ciascun materiale, di dimensione pari a 1mq e spessore 2 cm, sono stati calcolati gli impatti ambientali prodotti che non si limitano solo ai confini fisici delle cave e delle segherie, ma si estendono a monte e a valle fino a comprendere l’intera filiera, includendo; le modalità di produzione dei materiali come filo diamantato, esplosivo, dischi, lame e abrasivi; la
produzione e distribuzione di energia elettrica; l’utilizzo di sistemi di trasporto su gomma e, per alcuni materiali, navali e ferroviari; le lavorazioni interne alle cave e alle segherie come estrazione, squadratura, taglio, finitura superficiale.
L’impatto sul cambiamento climatico delle lastre analizzate è risultato compreso tra 5,1 Kg CO2 eq/mq e 36,7 kg CO2 eq/mq, con un valore di punta che scende a 12,30 kg CO2 eq/mq se sono considerati solo i materiali provenienti dalla filiera italiana. Ciò ha portato le aziende PNA a quantificare effettivamente l’impatto delle emissioni medie date dal trasporto delle lastre provenienti dall’estero, per un valore di 10,9 kg CO2 eq/mq: un contributo all’impatto totale non trascurabile, perché il trasporto spesso avviene su gomma e per lunghe distanze.
PNA ha deciso di proseguire il suo impegno nei confronti della sostenibilità del suo modello produttivo utilizzando l’analisi LCA anche come base per una futura certificazione EPD, la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, per le lastre prodotte interamente in Italia.
Focus intervista
Giulia Pezzin, Laura Morvidoni e Isabella Bianco del Politecnico di Torino
“Migliorare la gestione dell’energia e ridurre gli scarti attraverso tecniche di monitoraggio”.
Come sono stati definiti i “confini di sistema” e come possiamo interpretare i principali risultati prodotti dallo studio? In che modo l’innovazione tecnologica e digitale possono contribuire a diminuire l’impatto della produzione delle lastre in pietra naturale?
I confini di sistema dello studio LCA sono stati definiti includendo le fasi di estrazione da cava, trasporto, taglio e finitura delle lastre. Il valore medio di EPD di altri materiali lapidei per l’impatto sul cambiamento climatico è del tutto paragonabile a quello ottenuto nel presente studio.L’innovazione tecnologica-digitale può aiutare nell’ottimizzazione dei processi produttivi, migliorando la gestione dell’energia e riducendo gli scarti attraverso tecniche di monitoraggio.


