Venezia · Biennale Arte 2026 · Wilmotte Foundation
Sentire il marmo.
Dieci sculture di marmo trasformano gli spazi della Wilmotte Foundation in un giardino silenzioso, dove il pubblico è invitato a rallentare, osservare e avvicinarsi alla materia anche attraverso il tatto. È l’esperienza proposta da Isole del Silenzio, la mostra di Kan Yasuda a Venezia, evento collaterale della Biennale Arte 2026.
Il percorso si apre con il video Beyond Form, dedicato al processo di lavorazione del marmo, e prosegue in una sala immersa nella penombra. Qui le opere, disposte come isole, cambiano aspetto con il variare del punto di vista e della luce. Le forme levigate e le cavità intagliate costruiscono un dialogo tra pieno e vuoto, durezza e morbidezza.
La mostra suggerisce un modo di incontrare la scultura che passa anche dal contatto: i visitatori possono sedersi sulle forme di marmo, percepirne la temperatura e la superficie. Come racconta Yasuda, l’auspicio è che le opere siano avvicinate con il cuore, lasciando spazio a un’esperienza personale. C’è chi le abbraccia, chi vi si sdraia, chi appoggia l’orecchio alla pietra; ciascuno è libero di trovare il proprio modo di stare davanti alla materia.
Curata da Jean-Michel Wilmotte, Isole del Silenzio è allestita alla Corte Nuova della Wilmotte Foundation, in Fondamenta de l’Abbazia, nel sestiere di Cannaregio. La mostra è ad accesso libero ed è aperta fino al 22 novembre, da martedì a domenica, dalle 10 alle 13.30 e dalle 14 alle 18.
Stone is in motion.








