Con lo studio LCA delle lastre in pietra, condotto oggi su scala internazionale e non più nazionale, la Rete di imprese PNA Pietra Naturale Autentica ha quantificato i contributi percentuali dell’impatto ambientale complessivo medio e per singola componente ambientale, nella produzione di ogni singola lastra di 2 cm di spessore e superficie pari a 1 mq.
L’analisi del ciclo di vita permette di quantificare, per ogni lastra prodotta dalle aziende coinvolte nello studio, l’emissione di CO2 che ne deriva e dunque l’incidenza sui cambiamenti climatici. I dati più interessanti che ne derivano riguardano la possibilità di individuare i contributi percentuali di impatto sul clima derivante da ogni singolo materiale in ingresso e di ogni singola fase di processo, distinguendo, fase per fase, i diversi contributi al consumo. Se il traporto incide in maniera significativa per i materiali provenienti dall’estero, con un impatto variabile tra 2,4 kg CO2 eq/mq e 18 kg CO2 eq/mq a seconda della provenienza e del mezzo utilizzato, il consumo energetico incide sia in fase di estrazione dei blocchi che nella trasformazione. Se per la fase estrattiva l’impatto energetico varia 0,13 kg CO2 eq/mq e 13,7 kg CO2 eq/mq, per la fase di trasformazione il range varia tra 0,15 kg CO2 eq/mq e 9,7 kg CO2 eq/mq.
La variabilità di questi dati è dovuta all’uso di diverse fonti energetiche per l’elettricità. Alcune aziende infatti hanno la necessità di produrre elettricità tramite generatori diesel, che hanno impatti maggiori rispetto all’uso di elettricità da rete. In altri casi invece viene fatto uso di elettricità particolarmente a basso impatto ambientale (fotovoltaico, idroelettrico). Incidono poi le diverse caratteristiche di durezza e compattezza dei materiali, l’utilizzo di tecnologie diverse (per esempio, estrazione con esplosivo o con filo diamantato) e le rese sia in cava sia in segheria. Per esempio, una cava che presenta materiale più fratturato avrà probabilmente un rapporto energia/materiale utile maggiore rispetto ad una cava dove la resa è più alta.
Oltre a questi impatti sono stati calcolati i valori per il consumo di acqua, di materiali vari di processo, e quantificati gli scarti prodotti….
Focus intervista
Giulia Pezzin, Laura Morvidoni e Isabella Bianco del Politecnico di Torino Politecnico di Torino e Claudia Chiappino, ingegnere minerario
“Una “radiografia” della Pietra Naturale per misurare la sostenibilità e la convenienza della sua scelta”.
Possiamo dire che la Pietra Naturale “conviene” anche per la sua sostenibilità ambientale?
Claudia Chiappino, ingegnere minerario: “Si è osservato che i materiali estratti e lavorati in Italia sono meno impattanti di quelli importati dall’estero. Inoltre, lo studio LCA evidenzia impatti ambientali comparabili con materiali lapidei dello stesso settore. Invece, per quanto riguarda alternative alla pietra come la ceramica, il confronto diretto è complesso perché si devono considerare diverse variabili tra cui le prestazioni dei prodotti, la loro vita utile, l’eventuale manutenzione e il trattamento a fine vita.
In che modo questi dati possono offrire informazioni utili alle scelte operate dai protagonisti della progettazione e della costruzione, in particolare architetti, designer e ingegneri?
Giulia Pezzin, Laura Morvidoni e Isabella Bianco del Politecnico di Torino Politecnico di Torino: “La LCA – ed ancora di più l’EPD, cioè LCA certificata con Ente Terzo – rappresenta una vera e propria “radiografia” del materiale sotto il punto di vista della sostenibilità; è in linea con i CAM e con gli altri requisiti richiesti dal mondo delle costruzioni, quindi è uno strumento fondamentale soprattutto per i progettisti.


