Che ruolo deve e può avere il settore lapideo nella transizione ecologica e green? Sappiamo che per le aziende valorizzare al massimo gli obiettivi di sostenibilità, legati agli SDGs dell’Agenda di Parigi e gli investimenti ESG, rappresenta un fattore competitivo decisivo. Ma la competizione ha bisogno di dati certi, misurabili e certificabili. Conta ciò che si può contare, misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è”, Galileo Galilei, padre della scienza moderna definiva così l’idea di sviluppo e innovazione legata al miglioramento continuo. Misurare e monitorare nel tempo gli impatti definisce il valore dell’impegno e della responsabilità sociale dell’essere e fare impresa.

La Rete di imprese PNA – Pietra Naturale Autentica ha realizzato, in collaborazione con il Politecnico di Torino, lo studio internazionale che quantifica gli impatti ambientali della produzione di lastre in pietra naturale. Sono stati analizzati 20 materiali, di cui 12 estratti in Italia e 8 all’estero. Lo ha fatto attraverso il metodo internazionale LCA Life Cycle Assessment, conforme alla norma ISO 14040-44 e basato sulle Linee Guida della Commissione Europea. Un metodo rigoroso, basato su un ampio set di dati ed elementi oggettivi, forniti nell’arco di tempo di un anno dalle aziende che hanno aderito all’iniziativa. Metodo che ha considerato 20 tipologie diverse di pietre, analizzate lungo tutto il ciclo di produzione: dall’estrazione in cava fino alla finitura superficiale del prodotto finito.

Con lo studio LCA è possibile quantificare gli impatti medi più significativi di queste fasi di processo, semplificando infine con la lettura – più “popolare” e accessibile a tutti – dei kg di CO2 eq/mq emessa per ogni mq di lastra di spessore di 2 cm, la cosiddetta “unità funzionale” di prodotto finito presa a riferimento. Ciò consente di analizzare l’impronta ecologica effettiva per ogni fase e di ogni materiale preso in considerazione; questo avviene misurando i parametri più rappresentativiche impattano sull’ambiente come energia, trasporti, acqua, emissioni, dando così la possibilità alle aziende del settore di poter intervenire per ridurre la loro impronta ambientale, agendooperativamente sui processi fase per fase.

Conta ciò che si può contare, misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è, Galileo Galilei aveva ragione.

Focus intervista
Stefano Ghirardi, presidente PNA

“La LCA definisce e valorizza la catena del valore che abbiamo il dovere di trasmettere al mondo della progettazione e della costruzione”.

Presidente Ghirardi, quale ruolo può e deve avere l’industria lapidea nella transizione verso un’economia più sostenibile e a ridotto impatto ambientale?

“Il nostro obiettivo è dimostrare la vocazione alla sostenibilità del settore lapideo e trasmettere al mondo della progettazione e costruzione un messaggio chiaro: l’uso della pietra naturale non è solo una scelta estetica, ma anche una soluzione utile e sostenibile.

Innanzitutto, la pietra naturale si integra perfettamente con i più avanzati protocolli green in edilizia, contribuendo al risparmio energetico e alla riduzione degli sprechi di materie prime e risorse. È un materiale estremamente durevole, quasi eterno, facile da proteggere e mantenere nella sua unicità e bellezza.

Tuttavia, non vogliamo limitarci a dichiararlo: vogliamo misurarlo e certificarlo. Per questo, PNA ha realizzato un’analisi del ciclo di vita (LCA) delle lastre di pietra naturale autentica, estendendola anche a livello internazionale e con l’obiettivo futuro di certificarlo con Ente Terzo. Questo strumento permette di valutare e comunicare in modo trasparente l’impronta ambientale del nostro prodotto, offrendo dati concreti che ne attestano la sostenibilità.

Il nostro prossimo obiettivo è ottenere la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD), un riconoscimento che rafforzerà ulteriormente la credibilità del settore. La misurazione dell’impatto ambientale non è solo un esercizio tecnico, ma un atto di responsabilità: definisce e valorizza la catena del valore che abbiamo il dovere di trasmettere a progettisti, costruttori e stakeholder del comparto edilizio.

Questo percorso è strategico per un’industria che in Italia conta oltre 3.200 aziende e impiega circa 34.000 addetti, generando un fatturato di 4,5 miliardi di euro nel 2023. Di questi, 3,2 miliardi provengono dall’export, che rappresenta ben il 71,2% della produzione, con un saldo commerciale attivo superiore a 2,7 miliardi di euro.

L’industria lapidea italiana è un’eccellenza riconosciuta a livello globale: ora abbiamo la responsabilità di farne anche un modello di sostenibilità.”