Una visita tattile speciale permette a non vedenti e ipovedenti di scoprire la bellezza della scultura attraverso il tatto
Alla Cappella Sansevero di Napoli, un'iniziativa speciale ha trasformato il Cristo Velato, capolavoro scultoreo in marmo di Giuseppe Sanmartino, in un'esperienza condivisa da tutti. Il progetto, intitolato "La Meraviglia a portata di mano", ha offerto a non vedenti e ipovedenti l'opportunità di toccare il celebre monumento, permettendo di esplorare le sue trame marmoree attraverso il tatto, per un incontro intimo con la materia che, solitamente, rimane distante.
Il Cristo Velato è realizzato in un unico blocco di marmo di Carrara, noto per la sua straordinaria qualità e purezza, che consente a Sanmartino di scolpire il velo che ricopre la figura di Cristo con una tale abilità da farlo sembrare un tessuto reale. In questa iniziativa, i partecipanti, dotati di guanti di lattice, hanno avuto la possibilità di toccare il velo di marmo e la figura sottostante, esplorando le delicate pieghe della scultura. Questo evento eccezionale è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Museo Cappella Sansevero e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
"La meraviglia a portata di mano" ha consentito a chi ha una disabilità visiva di entrare in contatto diretto con uno dei capolavori più celebri della scultura barocca, arricchendo l'offerta culturale del museo e dimostrando che l'arte non deve essere un privilegio solo della vista. Come ha sottolineato Giuseppe Ambrosino, presidente della sezione territoriale di Napoli dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, "la fruizione della bellezza deve intendersi come diritto universale. I progetti di accessibilità, come 'La meraviglia a portata di mano', trasformano un museo in un luogo di vera inclusione, contribuendo ad affermare che l'arte è di tutti o non è di nessuno".
Il percorso ha incluso anche l'esplorazione dei bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno, altre opere mariane di straordinario valore artistico. Ogni tocco, guidato da Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili, ha offerto una nuova visione dell'opera, abbattendo le barriere che separano l'arte dalla fruizione tattile. "La fruizione tattile di quest'opera straordinaria rappresenta una vera e propria democratizzazione del rapporto con l'arte", ha spiegato Maria Alessandra Masucci, presidente del Museo Cappella Sansevero. "L'organizzazione di questa giornata è stata complessa e ha richiesto mesi di lavoro, ma siamo felici di offrire nuovamente, dopo più di dieci anni, un'esperienza speciale a coloro che possono apprezzare la bellezza del nostro patrimonio artistico soltanto attraverso l'esplorazione tattile. Questo tipo di iniziativa arricchisce il nostro programma per la realizzazione di uno spazio culturale inclusivo e accessibile attraverso percorsi e strumenti specifici calibrati sulle diverse esigenze dei visitatori del museo."
In questo contesto, il marmo non è solo una superficie da ammirare, ma un mezzo per entrare in contatto con la bellezza, per trasformare un'opera d'arte in un'esperienza sensoriale completa, che va oltre l'immagine visiva.







