Il Life Cycle Assessment, condotto secondo la normativa ISO 14040 e ISO 14044, è il metodo europeo che permette di studiare nel dettaglio ogni aspetto relativo a ciascun componente di un prodotto, analizzando la complessità del suo intero ciclo di vita. Si possono così individuare i processi e le fasi più impattanti dal punto di vista ambientale ed avere una chiara indicazione di ciò che costituisce priorità di intervento.
Quando si intraprende un progetto di misurazione LCA, per prima cosa si identificano tutti i processi coinvolti di ciascun componente di un prodotto, quindi per ciascun processo vengono raccolti gli imput, ovvero i dati relativi alle risorse utilizzate come l’energia, l’acqua e le materie prime, e gli output relativi alle emissioni in acqua, aria e suolo. Sulla base delle risorse utilizzate e delle emissioni vengono poi calcolati gli impatti derivanti come ad esempio le emissioni gas climalteranti, l’eutrofizzazione, la riduzione dello strato di ozono, l’acidificazione e la tossicità.
Il lavoro che è stato fatto dal Politecnico di Torino è stato strutturato su queste basi e questo modello, ed ha consentito di ottenere dei valori medi utili a misurare gli impatti sul clima delle lastre di pietra finite lungo tutta la catena di processo. I valori ottenuti da questo studio sono accurati perché basati su dati raccolti direttamente in cava o presso gli impianti di trasformazione, e sono rappresentativi geograficamente perché considerano materiali provenienti da diverse aree geografiche, non solo in Italia, ma anche da altri paesi leader nel mondo del settore lapideo.
Con l’LCA di livello globale la Rete di Imprese PNA ha voluto ampliare le sue conoscenze ambientali, avere una base dati decisionale per progetti presenti e futuri ed ha voluto porre le basi per una futura certificazione ambientale EPD delle lastre in pietra con filiera interamente italiana.
Focus intervista
Giulia Pezzin, Laura Morvidoni e Isabella Bianco del Politecnico di Torino e Claudia Chiappino, ingegnere minerario
“La LCA ci ha fornito parametri concreti su cui agire per poter mettere in atto una vera sostenibilità del processo produttivo”.
La sostenibilità è un fattore competitivo. Perché è stato importante calcolare i valori medi sugli impatti ambientali ottenuti dallo studio LCA applicato alla filiera lapidea di PNA?
Claudia Chiappino, ingegnere minerario: “Per poter essere il più possibile rappresentativi di un settore che raggruppa cave di materiali diversi e stabilimenti di lavorazione con diverse tecnologie sparsi sul territorio nazionale. Questo ci ha consentito di comparare gli impatti ambientali della Pietra Naturale Autentica con i principali “competitors” sul mercato (ad esempio le ceramiche), con risultati molto soddisfacenti”.
Quali sono i principali impatti rilevati dallo studio e in che fase di produzione si verificano?
Politecnico di Torino: “Lo studio LCA ha individuato come principale fonte di impatto il trasporto, specialmente su gomma. Infatti, la media ponderata dell’impatto sul cambiamento climatico dei materiali estratti all’estero è quasi tre volte quella dei materiali italiani. Un altro significativo contributo è dato dal consumo energetico sia in cava sia in impianto”
Che indicazioni offrono alle aziende per migliorare la sostenibilità all’interno dei confini di sistema della filiera di produzione presa in esame dallo studio?
Politecnico di Torino: “L’analisi fornisce parametri concreti per ottimizzare la filiera e migliorarne la sostenibilità. Nello specifico, dato che i maggiori contributi all’impatto derivano dagli elementi di trasporto e consumo energetico, le aziende possono intervenire sull’uso di fonti rinnovabili, sull’efficienza dei processi produttivi e sulla riduzione delle distanze di trasporto”.
Claudia Chiappino, ingegnere minerario: “Forniscono i parametri concreti su cui agire per poter mettere in atto una vera riduzione dell’impatto ambientale del processo produttivo; lavorando sui consumi, sulla provenienza delle materie prime, sui trasporti e molti altri aspetti”.


