Un investimento di 1,5 milioni che, oltre al progetto architettonico del museo, ne rinnoverà anche l’allestimento

Il progetto dell'architetto Camaiora di Opera Engineering farà sì che il museo del marmo, come avviene dalla sua nascita nel 1982, continuerà ad arricchirsi nel tempo. Insieme al già inaugurato programma di mostre di arte e archeologia, si vuole puntare sul legame tra marmo e cultura per il futuro di Carrara.  

Il 16 dicembre sono iniziati i lavori di riqualificazione del Museo del Marmo a Carrara, primo passo verso la rinascita di una nuova stagione culturale per una delle capitali mondiali della pietra. Grazie a un protocollo d'intesa tra il Comune di Carrara e la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, proprietari rispettivamente delle collezioni civiche e dell'immobile, sono stati investiti 1,5 milioni di euro in un grande progetto di riqualificazione. L'intervento riguarda sia l'architettura, affidata allo studio Opera Engineering dell'ingegnere Davide De Carli e dell'architetto Paolo Camaiora, sia l'allestimento, rinnovato in tutte le sue sezioni – archeologica, multimediale, marmoteca e giardino – con la collaborazione del direttore del museo Stefano Genovesi e della Sovrintendenza. 

Il Museo Civico del Marmo è nato nel 1982, all'interno di un edificio del 1965 opera dell'architetto Ezio Bienaimè. Da allora la collezione permanente cresce gradualmente, includendo reperti archeologici rinvenuti in cava, strumenti per l'estrazione, minerali e infine una sezione multimediale opera di Studio Azzurro.  

L'architetto Camaiora intende mantenere il "concetto originario del museo in divenire", "che si arricchisce nel tempo […] di tutto ciò gravita attorno al mondo della pietra naturale". Nato a Carrara, Camaiora è specializzato nella lavorazione della pietra naturale, sulla quale organizza corsi formativi sia professionali che scolastici. In un'intervista a Marmomacchine Magazine, afferma che "la meraviglia del marmo è constatare che ogni pezzo è diverso dall'altro, forgiato esclusivamente dalle forze della natura e dal tempo: questo è sempre stato e sempre sarà il suo valore aggiunto, l'elemento unico, caratterizzante, inimitabile", e aggiunge, con una frecciata alle imitazioni sintetiche, che il marmo "viene dalla notte dei tempi ed è eterno, se usurato lo rilucidi e torna come prima, a differenza di altri tipi di materiali che gli strizzano l'occhio". Sarà interessante scoprire come tale sensibilità valorizzerà il nuovo polo museale. 

È un'operazione che coinvolge la città in primis dal punto di vista sociale e culturale poiché "restituirà a tutti i carrarini" promette la sindaca Serena Arrighi "un luogo di aggregazione, di condivisione e di ricerca", ma che influenzerà anche l'economia locale: Valter Tamburini, presidente della Camera di commercio, parla di "passo strategico per creare nuove opportunità di crescita per le imprese" e di "esempio concreto di come cultura ed economia possano agire insieme per il bene del territorio". 

Un'anticipazione di cosa ci si potrà aspettare dal nuovo ciclo di mostre del Museo del Marmo si è appena conclusa: Romana Marmora, tenutasi al CARMI e finita il 12 gennaio, era dedicata alla cava romana di Fossacava e in particolare all'utilizzo che i Romani facevano del marmo bardiglio che ne veniva estratto. Il sito in questione è una delle pochissime cave su cui è stata condotta un'indagine archeologica stratigrafica, e dal 2021 è un Bene del FAI aperto al pubblico: potrebbe valere una visita nell'attesa dell'inaugurazione del nuovo museo.   

Per saperne di più visita il sito https://www.museomarmocarrara.it/pagina4762_museo-civico-del-marmo.html  

Photo Credit: Arch. Paolo Camaiora