Il Touring Club Italiano e Associated Press elogiano le qualità uniche della pietra che, dalle cave di Tivoli, ha edificato Roma e il Vaticano e oggi continua a dare vita alle grandi architetture di tutto il mondo.
Il Touring Club Italiano, nel suo magazine stampato, ha recentemente dedicato un approfondimento al travertino tiburtino, lapis tiburtinus, la pietra che ha costruito Roma e che ancora oggi incanta il mondo. Dalla località Le Fosse, tra le più antiche aree estrattive di Tivoli, fino all’Acropoli della città tiburtina, un inedito itinerario promosso dall’amministrazione locale racconta la storia di una roccia che ha plasmato monumenti, infrastrutture e paesaggi per oltre duemila anni.
I romani, affascinati dalle sue tonalità chiare e dalla resistenza meccanica, estrassero il travertino ai piedi dei monti di Tibur (oggi Tivoli) per erigere edifici, templi, colonne, pavimenti e rivestimenti. «La materia che più di ogni altra concorre a fissare il carattere di Roma», come disse l’architetto Paolo Portoghesi, naturalmente identifica anche Tivoli stessa, con opere come il Tempio di Vesta, con il podio circolare e dieci delle diciotto colonne ancora in piedi, e il Mausoleo dei Plauzi, amato da artisti e incisori, tra cui Piranesi, che dedicò all’antica tomba quattro delle sue incisioni raffiguranti i monumenti tiburtini.
Il travertino segnò anche le grandi opere di ingegneria romana: il Ponte Lucano, con le sue arcate, la Porta Maggiore e il Ponte dell’Acquoria sono testimonianze della capacità di Tibur di coniugare grandezza e funzionalità. L’archeologa Fabiana Marino ricorda come l’attività estrattiva fosse posta sotto la protezione di Ercole Saxanus, divinità “protettore di coloro che lavoravano i blocchi” (saxa), a conferma dell’importanza della pietra per la città.
Ma l’opera magna in travertino è probabilmente il colonnato di San Pietro del Bernini – costruito selezionando solo i blocchi dalle venature più orizzontali e resistenti per le 284 colonne, le 140 statue e gli 88 pilastri. Ma perfino edifici moderni a Roma come la Grande Moschea, l’Ara Pacis, l’Auditorium e il Nuovo Centro Congressi La Nuvola sono frutto di questa roccia.
Ma oggi il travertino tiburtino caratterizza città ben oltre Roma: gli ultimi megaprogetti a impiegarlo sono l’aeroporto King Salman a Riyad e la sede del Partito Popolare a Shenzhen. Il travertino viene estratto anche in Turchia, in Iran, in Messico e in Marocco, ma la pietra di Tivoli presenta una circolazione idrogeologica unica che le conferisce luminosità e resistenza superiori, per non parlare della sua eredità storica.
Insieme al Touring Club, anche Associated Press ha recentemente elogiato le qualità del travertino in un video realizzato nella cava da cui nacque San Pietro. In esso, il professore della Sapienza Marco Ferrero spiega che «il travertino è come il popolo romano: una pietra umile, se vogliamo, ma solida e resistente. Possiamo fare questo paragone: il marmo ci parla in un italiano elegante, letterario, mentre il travertino ci parla in dialetto romano.»




