Una selezione pubblicata da Dezeen racconta il ruolo strutturale, materico e ambientale della pietra nell’architettura residenziale contemporanea
Rivestimento, muratura, elemento di recupero e superficie tattile: la pietra assume funzioni differenti nei sei progetti residenziali raccolti da Dezeen in una selezione dedicata alle abitazioni contemporanee caratterizzate dall’uso del materiale lapideo. Realizzate tra Regno Unito, India e Cina, le case mostrano come il progetto possa lavorare con la massa, la texture e la memoria della pietra, adattandole a contesti climatici, paesaggistici e costruttivi molto diversi.
In Scozia, lo studio Pend ha ampliato Whitberry, una fattoria georgiana tutelata nell’East Lothian, attraverso un volume basso e lineare destinato a ospitare una cucina più ampia. Una parete scanalata color rosa, realizzata con elementi prefabbricati in pietra, richiama le tonalità dell’arenaria e dei mattoni locali, mentre il disegno ondulato della superficie riprende il ritmo delle coperture circostanti. Una fascia orizzontale in calcestruzzo chiaro collega visivamente le diverse parti dell’edificio e rafforza il rapporto tra la preesistenza e il nuovo intervento.
Sempre in Scozia, Dulnain di Loader Monteith recupera una costruzione in rovina nelle Highlands attraverso due volumi distinti. L’ala in pietra, che ospita tre camere da letto e un bagno, è realizzata con granito recuperato dall’edificio storico presente sul sito. Il secondo corpo, destinato a cucina, soggiorno e sala da pranzo, è rivestito in larice annerito e aperto sul paesaggio attraverso ampie superfici vetrate. La casa è sollevata su un basamento per rispondere al rischio di allagamenti e combina il riuso della materia esistente con elevati livelli di isolamento e una pompa di calore.
A Edimburgo, Archer + Braun hanno trasformato una villa vittoriana tutelata con Limestone House, intervento che comprende il restauro degli interni e una nuova estensione affacciata sul giardino. Il volume contemporaneo è rivestito in calcare fossilifero, scelto per stabilire una continuità cromatica con l’arenaria chiara diffusa nell’architettura storica della città. Grandi aperture vetrate, una corte rivestita in legno e una palette limitata di materiali naturali alleggeriscono la massa dell’ampliamento e mantengono leggibile il rapporto con l’edificio originario.
Il recupero della materia esistente è centrale anche in Shilaya, casa progettata da Meister Varma Architects a Kotagiri, tra le montagne Nilgiri del Tamil Nadu. Il nome deriva dal termine sanscrito śilā, pietra, e richiama direttamente l’origine del progetto: una costruzione parzialmente crollata, le cui pietre sono state recuperate per realizzare le nuove murature. Alla consistenza della base lapidea si contrappone una copertura leggera in acciaio, mentre il disegno della casa conserva la memoria dei cottage, delle scuole missionarie e delle costruzioni in pietra che caratterizzano il paesaggio locale.
A Londra, Stone and Steel House di DGN Studio, sviluppata in collaborazione con la direttrice creativa Sarah Izod, esplora le possibilità espressive dei mattoni in arenaria. Gli elementi presentano una finitura spaccata e ruvida nella parte inferiore delle pareti e una superficie sabbiata nelle porzioni superiori, generando una transizione graduale tra consistenze diverse. La pietra prosegue negli interni, dove forma una soglia profonda tra la casa esistente e l’ampliamento. La scelta dei mattoni lapidei ha inoltre permesso di ridurre l’impatto di carbonio rispetto ai mattoni in laterizio inizialmente previsti e di sviluppare una parete traspirante con isolamento in canapa, pannelli in fibra di legno e intonaco di calce.
Vicino a Pechino, House of Bluff di Chaoffice occupa il sito di un edificio rurale abbandonato e parzialmente crollato. Il progetto organizza cinque camere da letto e diversi spazi comuni attraverso una serie di moduli quadrati collegati, utilizzati come ambienti chiusi, portici o strutture aperte. Il telaio in calcestruzzo lasciato a vista è tamponato con pietre recuperate dalla costruzione precedente, mentre il legno e gli intonaci dai toni caldi definiscono gli interni. Corti e spazi semiaperti mettono la casa in relazione con il paesaggio terrazzato e con i due alberi conservati sul terreno.
Pur adottando soluzioni molto differenti, i sei progetti condividono una precisa attenzione verso la fisicità della materia. La pietra viene recuperata dalle rovine, lavorata in mattoni, impiegata come rivestimento o scelta per accordarsi alle geologie e alle tradizioni costruttive locali. Ne emerge un panorama residenziale in cui durabilità, espressività superficiale, memoria del luogo e riduzione degli sprechi entrano nello stesso processo progettuale, confermando il ruolo della pietra nell’abitare contemporaneo.








