La nona edizione di White Carrara trasforma l’intera città in un museo immersivo, dove artigianato e innovazione, eccellenza locale e respiro internazionale si incontrano
Fino al 28 settembre 2025, il centro storico della “città del marmo” si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto grazie alla nona edizione di White Carrara, festival internazionale del design diretto da Domenico Raimondi di thesignlab. Il tema di quest’anno, Design Here and Now, invita a porre opere inedite realizzate in marmo locale da designer, architetti e artisti provenienti da tutto il mondo in dialogo con il presente, in tutte le sue sfaccettature.
Dopo l’edizione 2024 dedicata agli oggetti storici, il festival cambia paradigma: ora il marmo diventa materia viva per sperimentazioni contemporanee. Non più solo memoria, ma innovazione, ricerca, sostenibilità. Un laboratorio creativo diffuso, dove arte, design, artigianato e tecnologia dialogano nelle strade, nelle piazze, nelle botteghe. Il cuore pulsante di White Carrara è proprio questa dimensione corale: il coinvolgimento di imprese estrattive, laboratori artigiani, scuole, musei, istituzioni e cittadini, in un’esperienza immersiva che ruota attorno alla produzione territoriale.
A inaugurare il festival il 13 giugno è stato Karim Rashid, tra i designer più influenti al mondo, insieme al londinese Ross Lovegrove, pioniere del design organico-tecnologico, e all’architetto francese Jean-Michel Wilmotte, autore del Grand Palais Éphémère di Parigi. Accanto a loro, numerosi protagonisti italiani e internazionali, affiancati da talenti e imprese locali.
Tutte le opere sono pensate appositamente per White Carrara e prodotte in situ, in collaborazione con le realtà del territorio. Una delle novità di quest’anno è il Premio Internazionale White Carrara, rivolto a designer under 35 (ma aperto anche a professionisti affermati), che premia progetti di arredo urbano in marmo con un approccio innovativo e sostenibile. Le opere vincitrici saranno realizzate entro maggio 2026 e diventeranno parte permanente del paesaggio urbano.
Oltre alle installazioni nel tessuto cittadino, anche i musei partecipano attivamente. Il mudaC – museo delle arti Carrara – ospita la mostra Stars and Dust di Vincenzo Marsiglia, che esplora il rapporto tra arte, realtà aumentata e intelligenza artificiale, e la project room di Gianluca Sgherri con Uninverso, un’installazione immersiva che ribalta le consuete percezioni spaziali. Al CARMI, invece, è in corso Per forza di levare, esposizione realizzata con gli Archivi Alinari che racconta il legame profondo tra scultura e fotografia.
In un certo senso, però, tutta Carrara è una mostra, dove l’eredità classica del marmo incontra la robotica e la prototipazione, l’artigianato convive con la mixed reality e il design si fa linguaggio condiviso, capace di raccontare un territorio in trasformazione e far dialogare l’eccellenza locale con il respiro internazionale.
Per il programma completo e gli aggiornamenti: whitecarrara.it











